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Archive for settembre 2010

Senza sapone

Circa un anno fa iniziai ad informarmi sulle sostanze presenti nei prodotti per il corpo (saponi, shampoo, deodoranti, ecc) nocive all’ambiente e al nostro stesso corpo. Mi misi quindi alla ricerca di un sapone che non contenesse sostanze inquinanti e che fosse totalmente naturale. Volevo evitare anche i saponi fatti in casa, perchè anch’essi contengono soda caustica e sono, quindi, inquinanti e non totalmente naturali.
Passeggiando per Bologna, entrai in un negozio di prodotti artigianali ed erboristi per l’igiene personale, tale Barbalbero, in via Broccaindosso. Chiedendo consiglio all’erborista, un personaggio degno di nota che vi consiglio di andare a trovare appena potete, mi sono sentita rispondere che non esistono saponi che non siano, almeno in parte, inquinanti e che i saponi fatti in casa sono spesso peggiori di quelli che si comprano, perché più aggressivi sulla pelle. Gli chiesi quindi cosa mi consigliava. Lui mi disse di non usare nulla oltre all’acqua e all’asciugamano. Il sapone, a suo avviso, è del tutto superfluo, anzi nocivo, mentre una buona detersione passa attraverso una frizione sotto il getto dell’acqua corrente e finisce con una asciugatura meticolosa con un asciugamano ben pulito.
Chiaramente mi lasciai subito affascinare dall’idea, uscii dal negozio senza comprare nulla (ma come fa a campare Barbalbero se lui stesso dice ai clienti che i suoi prodotti sono inutili, nonché nocivi?!) e da allora decisi di sperimentare questo metodo così primitivo e allo stesso tempo rivoluzionario.
In quel periodo avevo appena incominciato il mio nuovo lavoro, la professoressa, un lavoro quindi a contatto quotidiano con ragazzi i quali, come ben sapete, non aspettano altro che cogliere la prof in difetto, per potersi fare due risate. Il pensiero quindi di presentarmi in classe con l’ascella puzzolente non mi allettava, né tanto meno farmi la fama tra i colleghi della puzzona frikkettona. Ad ogni modo la voglia di sperimentare era più forte della paura di fare una brutta figura.
Le prime settimane sono state piuttosto imbarazzanti, con pausa tra un’ora di lezione e l’altra per correre in bagno a lavarmi le ascelle. Ma ho resistito. In questo primo periodo utilizzavo come deodorante il bicarbonato, mettendone un pizzico dopo la doccia.
Passate alcune settimane, la situazione è decisamente migliorata, ho perfino smesso di usare il bicarbonato e l’ho sostituito con una miscela di acqua con alcune gocce di estratto di agrumi. Dopo alcuni mesi ho smesso di usare anche questo deodorante, perché non ne sentivo il bisogno né i benefici quando lo utilizzavo. Ora mi lavo col sapone soltanto in momenti eccezionali, ad esempio quando sono tornata dalle vacanze, dopo un mese di igiene più che approssimativa, o dopo due giorni di campeggio e di bagordi, insomma quando mi sento veramente sporca.
Questa è la mia esperienza, non so se funzioni per tutti, probabilmente dipende anche dal lavoro che si svolge, da quanto si suda ecc. Ad ogni modo provare non costa nulla, al massimo avrete più spazio attorno a voi in autobus.

Un bacio
Anna

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Ciao amici!

In questo periodo di marmellate e conserve ci sembra piuttosto insensato andare a comprare dei barattoli quando sappiamo che in ogni casa ne vengo buttati via in grandi quantità.

Lo scambio che vi porponiamo è quindi questo:  voi tenete i vostri barattoli di vetro vuoti (di piccola-media grandezza) e i relativi tappi e ogni 10 barattoli vuoti che ci date noi vi diamo un barattolo pieno a vostra scelta tra conserva, pelati o marmellata (di fichi, di mele, di zucca).

Che lo scambio abbia inizio!

Ciao,

Mari

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Il 2 settembre il nostro eroe Curru (leggi Alessandro Canella) scriveva:

“Cari amici, ma soprattutto care amiche,

nella mia condizione di mosca bianca (meglio rossa), mi rincuora sapere che esistete e che, come me, provate una forte repulsione per questo sistema socio-economico. Mi rincuora anche sapere che stiamo cercando, ognuno per proprio conto, di adottare pratiche e stili di vita diversi da quello dominante e che, se vogliamo proprio usare una definizione, possono ascriversi alla decrescita, alla transizione, all’autosufficienza.

Non so se i percorsi di ciascuno di noi viaggeranno di pari passo, se si incroceranno e avranno destini comuni. Non so se creeremo un ecovillaggio o una comune in cui si praticherà il sesso libero o se finiremo a fare i banchieri e voteremo Udc o Pd (che tanto è uguale).
Come ho già detto a qualcuno di voi, mi piacerebbe tanto creare occasioni di confronto e di discussione su questi temi e cercherò di farlo. Nel frattempo però (ecco il motivo di questa mail) vi voglio fare una proposta.

L’idea che mi è venuta è di creare un blog comunitario e collettivo (sì, come la scrittura collettiva di Wu Ming… “bella vecchio, mio cugino conosce uno dei Wu Ming ma non si ricorda il numero!”), in cui ciascuno di noi descriva le proprie esperienze di decrescita. Metodi di conservazione dei cibi, tecniche di realizzazione di oggetti/vestiti, ricette biologiche, itinerari per turismo responsabile, creazione di vibratori artigianali, autoerotismo senza bistecche nel termosifone, cazzi e mazzi…
Io me l’immaginavo come un blog molto pratico diversi motivi che vi vado ad elencare:
1- si fa un gran parlare di queste cose, ma la maggior parte delle persone non sa fare un cazzo. Penso che sia più facile persuadere una persona dimostrandole che si può fare da sola la marmellata, piuttosto che con pistolotti eterni sul prodotto interno lordo, ecc…
2- il mondo è brutto e fa schifo, Berlusconi è al governo, l’Italia non ha vinto i mondiali e Giovanni Rana infanga il nome della cucina emiliana. Son cose che ciascuno di noi sa, convinzioni che abbiamo con diverse sfumature e che forse è il caso di confrontare di persona. In altre parole non mi piace l’idea di un blog-sfogatoio, ma preferisco quella di un blog propositivo.
3- uno spazio virtuale offre il vantaggio di bypassare i casini, gli impegni, il poco tempo di ciascuno di noi. In questo modo non devo aspettare il prossimo corso di cucito tantrico se me lo sono perso perchè ero al lavoro. Inoltre quegli stessi contenuti possono essere fruiti da gente che si vuole avvicinare a questo mondo ma non sa da dove cominciare.
4- se la cosa funziona potrebbe diventare un interessante esperimento.

Ancora poche righe e ho finito.
Se l’idea vi piace potremmo aprire un blog su una piattaforma che consenta l’inserimento di notizie da diversi utenti, in modo che se vengo folgorato da una ricetta di zucca della Mari io possa chiedere a lei maggiori informazioni senza rompere i coglioni a Mattia che non sa nemmeno come è fatta una zucca.
Che ne dite?

Vi voglio bene.
Curru

Questa è stata la scintilla iniziale alla quale hanno seguito Millemila Mail e una riunione mooolto fruttuosa che vi riassumo in poche righe:

  • tutti parlavano di tutto contemporaneamente
  • tutti erano daccordo su tutto
  • nessuno era daccordo con nessuno

Alla fine è uscito che il blog si sarebbe chiamato Pastamadre, ma quando abbiamo verificato chi avesse proposto il nome nessuno si è fatto avanti… mah!

non è ben chiaro che cosa scriveremo ma sicuramente lo scriveremo seguendo questi criteri:

non chiedete cosa significhi il criterio “asparagi” perchè neanche noi lo sappiamo.

tante altre cose sono state dette, ma leggendo il blog ci faremo un idea di cosa diventerà questo spazio.

per ora è tutto

Federico

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