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Archive for ottobre 2010

LowCostDesign

Low Cost Design è un archivio, un libro, un progetto.
Low Cost Design è stato un incontro all’interno del Festival d’Internazionale a Ferrara.
Daniele Pario Perra è professore all’Università di Rotterdam, ex artista contemporaneo ora si definisce artista relazionale. Non è una cosa astratta come sembra, il delirio mentale e filosofico di un radicalchic fuori dalla realtà. Tutt’altro.
Il progetto si muove tra la definizione “Design is everywhere – ovvero la necessità è sempre madre dell’invenzione” e il concetto munariano “si può sempre fare in un altro modo”.
L’autore del libro, all’incontro, parla contemporaneamente di arte, educazione e riuso.
Uno sguardo sul mondo reale, un viaggio tra il nord Europa e il sud del Mediterraneo per vedere come creatività e riuso siano pratica quotidiana. Per farci capire che siamo troppo abituati a spendere soldi per comprare oggetti costruiti ad hoc per ogni minima esigenza quotidiana quando, con un minimo di sforzo mentale, potremmo riutilizzare ciò che quasi automaticamente gettiamo in un cassonetto in attesa che, nel migliore dei casi, venga riciclato.
Il libro, di per sè, è organizzato in diverse categorie di progettazione ed è importante spunto di ideazione.
Artisticamente ricorda l’object trouvé duchampiano, umanamente è l’abitudine ormani perduta di non gettare nulla che può essere ancora utile.
Uscire dallo schema. Trovare un ruolo alle cose. Pensare in prima persona. Non lasciare che siano altri a decidere quale scopo deve avere un determinato oggetto impacchettandolo, etichettandolo e spedendolo direttamente al nostro “supermercato di fiducia”.
Così una persiana diventa portariviste, una caffettiera è un ferro da stiro e viceversa, un tubo idraulico un bidone dell’immondizia, un supporto per cavi elettrici un tavolo.
Con un minimo di fantasia, necessità e coscienza critica.

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Primo pane!

Care amiche e cari amici,

è nato! Sabato 16 ottobre, verso le  9 di sera.

Come chi? Il nostro primo pane fatto con la pasta madre!

Ed ora la ricetta, (presa praticamente pari pari dal blog www.francescav.com) e seguita ALLA LETTERA:

Ingredienti: 250 grammi di pasta madre (rinfrescata la sera prima di fare il pane), 20 grammi di olio extravergine d’oliva, 320 grammi di acqua tiepida, 1 cucchiaino di miele, 600 grammi di farina 0, 2 cucchiaini di sale.

 

Sciogliere delicatamente la pasta madre nell’acqua tiepida, insieme al miele e all’olio. Una volta che la pasta si è stemperata ben bene, aggiungere al composto tutta la farina e lavorarla per una decina di minuti, aggiungendo il sale.

Formare una palla, riporla in un recipiente e coprirla con un panno umido. Mettere il recipiente dentro al forno spento, ma con la luce del forno accesa e con un pentolino pieno d’acqua sul fondo . Bisogna far riposare la palla fino a che non raddoppia di volume, ci vorranno circa 3 ore.

Quando l’impasto è raddoppiato, impastarlo velocemente e stenderlo sulla teglia da forno modellandolo della forma che preferite (noi come prima volta abbiamo scelto la classica forma a filone 🙂  ). Inserire la teglia nel forno e far lievitare per altre tre ore, sempre con la luce accesa e il pentolino pieno d’acqua sul fondo.

Trascorso questo tempo (l’impasto dovrebbe essere notevolmente aumentato), estrarre la teglia dal forno e coprirla con un panno pulito, sopra cui posizionerete una coperta di lana*. Accendere il forno alla massima temperatura, sempre con il pentolino pieno d’acqua sul fondo (che dovrà restare nel forno fino a quando avrete ultimato la cottura del pane).

Appena il forno ha raggiunto la temperatura, infornare il pane e lasciatelo cuocere per circa mezz’ora, osservando come reagisce alla cottura: se vedete che la crosta tende a bruciarsi, abbassate fino a 230°C.

*per ottenere una buona lievitazione è fondamentale che l’impasto  venga fatto in un ambiente caldo e che non subisca bruschi sbalzi di temperatura, in questa stagione è quindi d’obbligo farlo col termo acceso e consiglio di tenere la porta della cucina chiusa, per evitare possibili correnti d’aria che potrebbero compromettere la buona riuscita della vostra opera.

 

DPane con Pasta Madreal punto di vista cronologico la ricetta del pane con la pasta madre sarebbe dovuta venire dopo la ricetta della pasta madre stessa, ma siccome la pasta madre che abbiamo utilizzato era di nostra produzione, non siamo stati certi della sua efficacia finchè non l’abbiamo utilizzata.

Ora che so di avere in casa una validissima pasta madre (e lo dico con un certo orgoglio gaudente), a breve vi posterò la ricetta e i motivi per cui un pane lievitato con la pasta madre è migliore di quello fatto con il lievito chimico…

Baci,

Mari

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10 Ottobre 2010 – Guiglia (Mo)

dalle ore 10:00 alle ore 18:00  Eticamonte2010

Attività di gruppo. Dimostrazioni pratiche. Conferenze.

Laboratorio di erboristeria pratica casalinga.

Yoga per adulti e per bambini.

Stimolazione neurale.

Costruire l’ecologia tra legno, terra e paglia.

Femminile: coltiviamo le nostre differenze. Autoproduzione, maternità ed ecologia domestica ovvero come desideriamo essere donne in famiglia e nella società.

Queste sono solo alcune delle attività e dei temi proposti. A me interessa in particolare quest’ultima conferenza/dibattito. Credo ci sia un enorme bisogno in Italia di esplorare questo tema e confrontarsi su quali possono essere le risorse che le donne possono offrire alla società e cosa essa offre e dovrebbe offrire ai cittadini e alle cittadine come persone, ma anche nella loro specificità sessuale. Io ci vado.  Chi voglia aggregarsi è il/la benvenuto/a. Consultate il programma!

Vero

Ps: è il primo articolo/evento che posto. Colgo l’occasione per dare spiegazioni sul mio account. “Ataldagmé” è un’espressione colorita bolognese, “A t’al dag mé” che significa letteralmente “te lo do io!” e semanticamente “te la faccio vedere io!”. Mi son registrata così dopo qualche incomprensione con WordPress in fase di registrazione..eh eh.

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Mercato di libero scambio

Venerdì 8 ottobre dalle 19 alle 22 parte il mercatino del Libero  Scambio.

Porta quello che non usi più e prendi ciò che ti serve.

Troverai anche musica, cibo, aperitivi e di venerdì in venerdì aumenteranno le offerte.

Dopo le 22 tutti i venerdì ci verranno a trovare musicisti diversi.
Questo venerdì:
-Maybe God is Lost
-The Squeezers
-The S.A.T.

Presso la Libera Officina, in via del Tirassegno n.7 a Modena (dietro alla stazione)

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Quando parliamo di mercato globale, noi lo intendiamo in senso geografico e non abbiamo sufficientemente considerato che l’espressione potrebbe non essere riferita solo alla dimensione spaziale.
Nell’era post-industriale in cui viviamo il mercato ha investito tutti i settori della vita, anche quelli che solo qualche decennio fa consideravamo esclusi da queste dinamiche, in quanto ritenuti di primaria importanza per la vita stessa.
Oggi, invece, beni fondamentali come l’acqua sono considerati merci e anche aspetti come la salute diventano strumenti per fare profitto.
È quanto emerge dal libro-denuncia “Malati di Farmaci“, inserito nella collana “Edizioni per la Decrescita Felice” e scritto da Mauro Di Leo, medico internista al Policlinico Gemelli di Roma.

Di Leo analizza in modo lucido e approfondito tutte le storture nate quando, di fatto, la salute è diventata una delle tante fette del mercato.
Ne emerge un quadro a dir poco allarmante, in cui le industrie farmaceutiche giocano un ruolo decisivo.
In modo preciso Di Leo descrive come il farmaco sia stato trasformato in una merce di largo consumo e segua le più becere strategie di marketing per essere venduto.
Invenzione di nuove malattie, abbassamento della soglia di rischio, ricerche scientifiche pilotate e falsificate sono solo alcuni tasselli di questo sistema diabolico in cui anche i medici di base e i pazienti hanno la propria parte di responsabilità.

Il libro di Di Leo, però, non è solo un’invettiva fine a se stessa, nè tantomeno contiene ingenue proposte alternative alla medicina tradizionale. Si configura piuttosto come una guida dettagliata che fornisce strumenti di conoscenza utili per un approccio consapevole e critico ai farmaci.
Conoscendo le dinamiche di questo universo, il funzionamento chimico di ciascun medicinale e il reale bisogno di trattamenti farmaceutici di ciascuno di noi, infatti, si può contribuire a riportare alla dimensione di “scienza” cio che oggi, sempre secondo Di Leo, è stato trasformato in “religione” e, nel proprio quotidiano, contribuire a sottrarre la salute alle grinfie del mercato.

Ascolta qui l’intervista a Mauro Di Leo.

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Nei negozi, nei supermercati e nelle case italiane, oggi, si spreca più del 25% di quanto viene prodotto. Cibi, vestiti, risorse prime che i nostri stili di vita si concedono il lusso di buttare.

Da qualche anno, grazie all’intuizione di Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, parte di questi prodotti (perfetti, ma esteticamente e commercialmente considerati scarto) viene recuperato in favore di associazioni e realtà del volontariato sociale. Si tratta del Last Minute Market, un sistema di recupero degli sprechi che vuole correggere una delle storture più vergognose del nostro sistema produttivo.

Oggi la riflessione sullo spreco introdotta dal Last Minute Market vuole assumere una dimensione europea. Per questo il 28 ottobre a Bruxelles e il 30 ottobre a Bologna si terrà la prima edizione delle Giornate Europee contro lo Spreco.
A Bruxelles il Parlamento discuterà la Dichiarazione Congiunta per abbattere a livello globale il 50% degli sprechi alimentari entro il 2025, mentre a Bologna verrà presentato il Libro Nero dello spreco in Italia.

Ascolta qui le parole di Andrea Segrè sull’iniziativa.

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