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Scambio tosto

Ciao carissimi e carissime,

dopo la bella giornata ASTA TOSTA ALL TOGETHER, in cui praticamente nessuno è tornato a casa a mani vuote, ho ripensato al blog e alle possibilità di scambio che offre. Molto spesso capita che ci serva qualcosa, anche al di là dei vestiti, come libri, piccoli elettrodomestici, mobili, o anche solo un semplice ombrello o uno zainetto, delle stoviglie o degli utensili… allora perchè non incentivare lo scambio su questo blog, visto che ai tempi avevamo creato anche una categoria apposita (mercatino)?

In tutti questi mesi vi sarà certamente capitato di aver avuto bisogno di qualcosa che siete andat* a comprare, mentre magari proprio quello che vi serviva giaceva inutilizzato sul fondo di un armadio o di uno scatolone. Quindi perchè non tentare un’asta tosta a richiesta?
Quando qualcuno ha bisogno di qualcosa, prova a scriverlo sul blog; lo stesso farà chi vorrebbe liberarsi di qualcosa. Chi è interessato (perchè ce l’ha o la vuole) risponderà.

Che dite, vi interessa? Ci proviamo?

(la foto è presa dal sito “La settimana del baratto“)

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Dobbiamo ammetterlo. Anche se cerchiamo di essere sobrie, di comprare pochi e durevoli indumenti e abbiamo un occhio di riguardo per la provenienza e il materiale dei nostri capi d’abbigliamenti, ció nonostante i nostri armadi sono pieni di vestiti che non mettiamo mai. Acquisti sbagliati, spesso, a volte regali infelici o mutamenti del nostro corpo per i quali i jeans attillati che abbiamo indossato che 10 anni, ahimé non ci entrano piú.

Un po’ per vanitá, un po’ per l’influenza della societá in cui viviamo, ci piace indossare un capo nuovo e ci sentiamo bene avvolte da un nuovo maglione anche se non è nè più bello nè più comodo di quello che abbiamo usato fino al giorno prima. Semplicemente ci piace cambiare e viceversa ci deprimiamo quando guardando l’armadio vediamo sempre i solti vestiti e di fronte alle ante spalancate con un sospiro esclamiamo: “non ho niente da mettermi!”

Ci troviamo quindi combattute: da un lato vorremmo compraci qualcosa di nuovo, dall’altro sappiamo che questo è uno spreco. Conosciamo bene il processo che porta dalla coltivazione alla vendita della nostra maglietta. Sappiamo che i campi di cotone vengono irrorati di insetticidi che inquinano l’ambiente e provocano malattie permanenti a chi lavora nei campi. Sappiamo che la seta proviene da un bruco che viene ucciso prima che possa diventare farfalla e sappiamo quello che succede nelle fabbriche in cui queste materie prime vengono elaborate. Inoltre siamo contrarie all’industria della moda e a tutto ciò che implica: un’immagine della donna svilente, modelle spesso minorenni portate all’anoressia, sfruttamento del lavoro, mercato nero, ecc.

Le più virtuose il problema l’hanno già risolto o non se lo sono mai posto e comprano il giusto indispensabile e lo acquistano in negozi certificati. Per le altre esistono diverse soluzioni che vanno dai mercatini dell’usato all’Asta Tosta!

Da qualche anno tra amiche siamo solite organizzare questa serata. Quando una di noi lo propone, ci ritroviamo a casa sua, e chi vuole, dopo aver accuratamente ravanato nell’armadio, porta quei vestiti che, per un motivo o per l’altro, non usa più. Successivamente, tra vino, birra, tisane e generi di conforto, ciascuna a turno mostra al pubblico interessato e divertito i suoi capi di abbigliamento. Chi vuole portarsi a casa qualcosa non deve fare altro che alzare la mano.

Così ci liberiamo di quei capi che non usiamo più da anni ma che non avevamo il coraggio di buttare, portiamo a casa nuovi vestiti che per il momento ci soddisfano e, nel frattempo, ci siamo fatte grasse risate nel vedere certi capi anni ’80 che qualcuna pazientemente ha conservato e qualcun’altra arditamente si è portata a casa.

Quello che avanza (c’è sempre qualcosa che nessuna vuole) quando riusciamo a stabilire dei contatti lo doniamo a delle associazioni, altrimenti verrà riportato a casa e riproposto alla prossima Asta Tosta.

Perlopiù si scambiano vestiti, ma non solo; ognuno porta ciò che vuole donare.

Non siamo certo nè le uniche nè le prime ad aver avuto questa idea, alcuni centri sociali propongono eventi simili, come per l’esempio la LiberaOfficina a Modena.

L’aspetto più bello di queste iniziative è che non si tratta necessariamente di uno scambio. Nelle nostre AsteToste così come nei mercatini di libero scambio alla LiberaOfficina, si può non portare niente e tornare a casa con un sacco pieno di ropa, ugualmente si possono portare vagonate di cose e tornare a casa a mani vuote, se il nostro scopo era proprio quello di fare un pò di spazio nell’armadio.

Ecco un modo economico, etico e divertente di fare shopping!

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